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SIMPOSIO NAZIONALE su Le Medicine Tradizionali, Complementari e Non Convenzionali PDF Stampa E-mail

AMPC - Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona

Roma, presso Senato della Repubblica,

29 settembre 2016 

 

SIMPOSIO NAZIONALE su Le Medicine Tradizionali, Complementari e Non Convenzionali nel Servizio Sanitario Nazionale per l’uguaglianza dei diritti di salute oltre le esperienze regionalistiche: Salutogenesi e Prevenzione, Formazione a Profilo Definito, Buona Pratica Clinica,

Ricerca Clinica No-Profit.

Criticità, esigenze sociali,

prospettive future: un confronto interdisciplinare”

 

 EVENTI IN PROGRAMMA

EVENTI STORICI

MISTERI DELLA MILLENARIA ARTE SACRA TIBETANA SVELATI A BOLOGNA con il Prof. Namkhai Norbu nel 2014

 

Lezione Magistrale del Prof. Namkhai Norbu tenutasi presso l'Università di Bologna nel 2010

Vedi allegati 1 2 3

ImageIl Simposio, che ha ottenuto un ottimo successo di pubblico e di contenuti, è stato preceduto da alcune prese di posizioni contrarie alle Medicine Non Convenzionali ed il dibattito, come era prevedibile, è continuato anche dopo.

Scopo di Olosmedica è quello di offrire una breve panoramica sul dibattito che, fra l’altro, è ancora in corso, non solo per dovere di cronaca, ma soprattutto per dare una informazione la più imparziale possibile.

 

Pubblicato prima del Simposio

su l’ESPRESSO

20 settembre 2016

 

La medicina alternativa in convegno al Senato "Vergogna pubblicizzare rimedi antiscientifici"

Il prossimo 29 settembre Palazzo Madama ospita un incontro per promovere le terapie "non convenzionali" e farle accedere al Sistema Sanitario nazionale. Tra le proteste del Cicap e del mondo scientifico. E tra i relatori il medico antivaccini

di FABIO GRANDINETTI

 

Un trattamento di Ayush terapia nel centro di Bombay "Le Medicine Tradizionali, Complementari e Non Convenzionali nel Servizio Sanitario Nazionale per l’uguaglianza dei diritti di salute". È questo il titolo del convegno in programma il 29 settembre in Senato, promosso dal senatore Maurizio Romani, omeopata toscano espulso dal M5S e attualmente vicepresidente in commissione Sanità a Palazzo Madama.

Un appuntamento contestato dal Cicap (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, fondato nel 1989 su iniziativa di Piero Angela e di un gruppo di scienziati) che reputa inappropriata la sede istituzionale per un evento a favore di pratiche mediche senza alcun fondamento scientifico. Un appello, quello del Cicap, raccolto dal presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Walter Ricciardi, secondo cui «promuovere cure antiscientifiche significa fare un’operazione culturale che va in direzione contraria alla costruzione di un sistema sanitario equo e sostenibile, basato su terapie e metodi di provata efficacia».

«Nella presentazione del simposio – dice Andrea Ferrero, membro del consiglio direttivo del Cicap – si parla esplicitamente di dare spazio alle medicine alternative nel Sistema sanitario nazionale, con il pretesto di ridurre i costi diretti e indiretti. In realtà verrebbero sprecate risorse pubbliche in medicine senza fondamento scientifico. Tra le pratiche presenti nel programma del convegno, l’unica ad aver dato chiari risultati sperimentali positivi, pur con alcune limitazioni, è la fitoterapia. Si parlerà anche della ayurveda (medicina tradizionale indiana, ndr) che è una pratica antiscientifica. La nostra segnalazione non si fonda su motivazioni ideologiche. Non siamo contrari alle medicine alternative, ma ci opponiamo alla destinazione di risorse pubbliche in pratiche inefficaci».«Non diciamo a un malato di tumore che non deve fare la chemioterapia – risponde Maurizio Romani, attualmente nel gruppo Idv al Senato –, ma suggeriamo farmaci alternativi per sopportare le cure. Casi di bufale come Stamina possono durare uno o due anni. Di omeopatia, invece, si parla da decenni. L'Agenzia italiana del farmaco registra farmaci alternativi dagli anni '90. E parla di farmaci, non di rimedi, perché riconosce queste terapie. Ma ancora non abbiamo una legge. Per questo abbiamo pensato al convegno».

L'obiettivo, quindi, è arrivare a una legge, magari il testo unificato che comprenda un disegno di legge del 2013, di cui Romani è firmatario, e altri progetti legislativi depositati nelle precedenti legislature. «In Europa ci sono 145 mila medici con formazione complementare – prosegue il senatore –; in Italia sono 2 mila, per 11 milioni di pazienti.

È un obbligo per gli Stati membri normare su queste medicine per informare i consumatori».
Secondo il Cicap, invece, il convegno del 29 settembre è riconducibile a un gruppo di pressione ben identificato: «Non è un caso isolato – spiega Andrea Ferrero –: lo scorso anno il presidente di Omeoimprese, Giovanni Gorga, pubblicò il libro "Elogio della omeopatia" con la prefazione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Abbiamo segnalato l'accaduto, raccolto firme e scritto una lettera aperta al ministro. Alla fine l'autore ha annunciato che la prefazione non era stata autorizzata e l'ha esclusa dalle ristampe. Alcune regioni, tra cui il Piemonte e la Toscana, inoltre, stanno regolamentando le medicine alternative in leggi regionali. È in corso una chiara attività di lobby».

 

La replica

 

Image
Samuel Hahnemann, fondatore dell'omeopatia 1755-1843
Accuse respinte da Romani. Per lui la medicina alternativa non è solo "effetto placebo", ma esistono ricerche a sostegno di queste cure: «L'Oms ha realizzato uno studio renderizzato e controllato sui dolori cervicali – racconta – con valutazioni economiche oltre che mediche: il miglioramento con le terapie manuali è superiore rispetto ai trattamenti di fisioterapia e medicina generale, e i costi sono decisamente inferiori. Nei pazienti in cura presso medici con formazione complementare si riscontrano costi più bassi (meno farmaci e ricoveri) e minori tassi di mortalità. Ovviamente esistono anche imbecilli in questo settore, come ce ne sono in altri».

La polemica non riguarda solo la sede e i contenuti del convegno, ma anche i partecipanti. «Tra i relatori del convegno c'è Roberto Gava– denuncia Andrea Ferrero –, un medico contrario ai vaccini. È paradossale che mentre il Ministero della Salute fa campagne per la vaccinazione, una delle più alte istituzioni pubbliche come il Senato ospiti un convegno del genere». «Parteciperanno anche personalità contrarie alla medicina alternativa – si difende Romani –. Il dottore Gava è un ottimo pediatra. Personalmente non sono contrario ai vaccini, ma penso che i metodi di somministrazione siano sbagliati e rispondano principalmente a logiche economiche: non si possono sottoporre bambini di due mesi, in allattamento e con un sistema immunitario in evoluzione, a sei vaccini contemporaneamente solo per risparmiare.
Il comitato contro le pseudoscienze, riferendosi al senatore omeopata fermo a due esami dalla specializzazione in immunologia, parla di «chiaro conflitto d'interessi». «Ho 62 anni e non ho bisogno di guadagnarmi da vivere – dice lui – Anzi, avrei da lucrare se rimanessimo senza una legge. Sono entrato in Senato con il M5S senza lobby alle spalle. Poi sono stato espulso e ne sono felice perché non ho padroni. L'industria del farmaco alternativo in Italia produce un fatturato di 300 milioni di euro l'anno. Vogliamo parlare di quanto fattura chi produce i vaccini per l'epatite? C'è un enorme conflitto di interessi, è vero, perché difendo con i denti la lobby dei pazienti».

 

RISULTATI del SIMPOSIO – DOCUMENTO FINALE

 

ImageOLOSMEDICA, ha il dovere ma soprattutto il piacere di allegare alla presente

Il documento finale del Simposio (vedi allegato ).

Le reazioni ai risultati del Simposio anche contrarie, come è logico aspettarsi in un Paese libero, non sono mancate compreso un poderoso attacco all’Agopuntura da parte del dott. Marco Bella, ricercatore di chimica organica e "divulgatore scientifico", pubblicato in forma di blog sul sito del Fatto Quotidiano, che impiega questa vetrina per fare grande disinformazione sulla MTC.

Dato che il dott. Marco Bella premette che le sue riflessioni scaturiscono da uno che non e medico, vorremmo ricordare un vecchio proverbio: ognuno faccia il suo mestiere …. e cerchi di farlo bene per non fare altri danni.

Riportiamo, qui  di seguito l’articolo:


Ma per dovere d’imparzialità Olosmedica riporta anche la risposta del medico veterinario, dott. Francesco Longo, Vicepresidente SIAV Società Italiana di Agopuntura Veterinaria come riporterà tutti gli interventi sull’argomento.

Dott Marco Bella

 “Negli ultimi post si è sviluppato un interessante dibattito riguardo all’agopuntura. Con i limiti di quello che è un blog (un diario personale) sul sito di un quotidiano, ho raccolto alcune riflessioni, sempre tenendo presente che io non sono un medico e che mi guardo bene dal dare consigli medici.

Mentre il debunking (demistificazione) dell’omeopatia è relativamente semplice (i preparati omeopatici oltre una certa diluzione non sono distinguibili da acqua e zucchero, e questo dovrebbe chiudere qui la questione), il discorso sull’agopuntura è più complesso e quindi anche più stimolante.

Questa pratica è particolarmente famosa in Occidente grazie a un giornalista del New York Times, James Reston, il quale fu operato in Cina di appendicite nel 1971. Prima dell’intervento, i dottori gli somministrarono degli analgesici come lidocaina e benzocaina. In seguito, per controllare il dolore post operatorio, fu eseguita una pratica che non conosceva e che consisteva nell’applicazione di piccoli aghi sulla pelle. Secondo il giornalista funzionò.

Questo racconto si è poi via via ingigantito negli anni, con il risultato che molte persone credono davvero che sia fattibile eseguire un’operazione maggiore solo con l’agopuntura e senza anestesia. In realtà, come tutte le cosiddette medicine alternative, gli agopuntori “seri” la applicano solo per disturbi lievi (quelli che passerebbero da soli) oppure in aggiunta (non in sostituzione) a farmaci efficaci. In Italia l’agopuntura è considerata “atto medico”e praticabile solo dai medici. Questo serve per tutelare i pazienti, perché si possono avere danni diretti (es. aghi non sterili) e indiretti qualora si prescriva l’agopuntura per una condizione seria che si potrebbe aggravare. Questo punto andrebbe sottolineato, perché è un equivoco sul quale giocano tanti “medici alternativi”: affermare che qualcosa esista e studiarla è molto lontano dal “riconoscimento di efficacia”.

Dal punto di vista scientifico, le basi teoriche dell’agopuntura sono debolissime. L’agopuntore posiziona gli aghi secondo i “meridiani”, delle linee immaginarie che non corrispondono ad alcuna struttura anatomica, al fine di rimuovere il blocco che impedisce il flusso dell’energia vitale Qi.

I punti dell’agopuntura sono tantissimi, forse anche 2000. Disturba che chi pratica l’agopuntura da un lato la desidera riconosciuta come una pratica medica con la stessa dignità di quelle validate scientificamente, ma poi si associa spesso a chi spaccia le altre medicine alternative. Ad esempio, nel recente convegno al Senato duramente criticato dal Cicap, gli agopuntori erano insieme agli omeopati. Tra i relatori c’era chi utilizzava l’agopuntura addirittura per gli animali. Mentre ciascuno si cura come crede, è almeno complesso dimostrare che un micio gradisca essere infilzato con vari aghi. Un team di ricerca brasiliano ha studiato l’effetto dell’agopuntura nel controllo del dolore su delle cagnoline cui era praticata un’operazione invasiva (rimozione delle ovaie). Va precisato che quando i ricercatori ritenevano (bontà loro) che i poveri animali provassero troppo dolore, s’interveniva con degli anestetici veri.

È frequente che chi creda nelle medicine alternative sostenga anche posizioni contro la sperimentazione animale. E che dire di una ricerca di questo tipo? Per studiare una pratica controversa si sono indotte delle sofferenze su animali innocenti che potremmo definire in questo caso vivisezione!

Un’altra argomentazione degli agopuntori è: sulla banca dati Pubmed sarebbero presenti 25.000 articoli che dimostrano l’efficacia dell’agopuntura. Ovviamente, una verifica di quest’affermazione è problematica: si sfrutta che le persone non possano leggere 25.000 articoli scientifici. Anche questa è una strategia largamente impiegata nella pseudoscienza.

L’affermazione corretta è piuttosto che ci sono 25.000 articoli nei quali compare il termine “acupuncture”, ma molti sono pubblicati solo su riviste di bassissimo livello e sono inclusi sono anche quelli fortemente critici, come il primo articolo linkato sopra. Le pubblicazioni scientifiche si leggono in modo critico, non si valutano “un tanto al chilo”.

Le basi scientifiche dell’agopuntura sono palesemente assurde, ed è propagandata con le stesse argomentazioni delle altre pseudoscienze, il che dovrebbe far rizzare le antenne. Recentemente, c’è stato chi vorrebbe raccogliere le firme per una non meglio precisata legge d’iniziativa popolare sulle cosiddette “medicine complementari”, tra cui l’agopuntura, come se una legge potesse rendere efficace quello che non lo è. Queste iniziative in realtà possono essere considerate una forma di pubblicità occulta.

Ma se l’agopuntura funziona[sse?], chissenefrega, mi direte. E allora dovremmo vedere e discutere le prove. Gli agopuntori affermano che ci sono “studi scientifici” che dimostrano in modo chiaro che l’agopuntura sia efficace, almeno in alcune condizioni, in particolare riguardo al controllo del dolore. Quest’affermazione è formalmente corretta, nonostante l’agopuntura sia anche sostanzialmente inutile. Spiegare perché non ci sia contrasto non è banale e ne parleremo tra qualche giorno.

Nello scorso post si era aperto un vivace dibattito sull’agopuntura. Come il solito, c’è chi ha commentato che ogni tanto mi dovrei occupare anche delle malefatte delle case farmaceutiche, e non solo delle medicine alternative. Nel mercato del farmaco non operano solo Onlus benefiche: le imprese private perseguono il profitto, come altre attività umane, ed è corretto che il lavoro sia retribuito. Ci sono migliaia di persone che applicano il metodo scientifico al fine di fornire farmaci efficaci e utili. Non si può mettere tutto questo sullo stesso piano di chi ti vende una boccettina d’acqua, caramelle con presunte proprietà magiche o chi formula ipotesi mai verificate come i flussi di energia vitale. C’è chi si è occupato degli scandali riguardanti le case farmaceutiche in modo corretto e documentato, come Peter Gøtzsche autore di un libro su come spacciare per utili alcune medicine poco efficaci o dannose.

In quali aree ci sono le criticità maggiori? Non a caso proprio riguardo ai farmaci del sistema nervoso centrale. Verificare se un antibiotico stermini i batteri o un vaccino stimoli una risposta anticorpale è relativamente semplice rispetto a valutare un medicinale che dovrebbe curare la depressione o altre condizioni che prevedono la misurazione di una risposta soggettiva.

Nel caso dell’agopuntura ci sono delle pubblicazioni che ne attestano l’efficacia, guarda caso soprattutto riguardo a situazioni nella quale la sofferenza è difficile da quantificare, come il controllo del dolore. L’argomento a questo punto diventa (solo un poco) complesso, ma se vogliamo capire le presunte truffe delle case farmaceutiche, dobbiamo partire dall’Abc. Serve uno sforzo (piccolo).

Un parametro molto utilizzato (e abusato) per valutare l’efficacia di un trattamento è il p-value. Il suo calcolo può essere complesso, ma semplificando molto (troppo?) si potrebbe dire che se il valore del p-value ottenuto in un dato esperimento è piccolo (minore di 0.05) allora è improbabile che i dati siano stati ottenuti “per caso”. Il punto chiave è che non è sufficiente dire “c’è una correlazione non casuale” per dimostrare l’esistenza di un fenomeno. In tutti i campi della scienza, l’interpretazione e la lettura critica dei dati è fondamentale. Se ritorniamo all’agopuntura, vediamo che una recente revisione di diversi studi ha quantificato l’efficacia dell’agopuntura misurando la diminuzione della frequenza del mal di testa secondo standard accettati in ambito medico.

La riduzione osservata è stata del 52% con l’agopuntura tradizionale, e del 43% con la sham acupuncture, una tecnica che impiega aghi retrattili. Quest’ultima strategia è utilizzata per simulare una “agopuntura placebo”. Un esperimento in “doppio cieco” è difficilmente realizzabile.Data la numerosità del campione, si può dire che c’è stata davvero un’evidenza di efficacia, anche se di entità moderata e per un tempo limitato (gli studi si protraggono per periodi brevi). È perciò corretto dire che un suo effetto, l’agopuntura l’ha davvero. Questa entità è però decisamente piccola (9% su una scala di 100%).

La spiegazione più semplice e logica per gli effetti benefici in questo caso è il semplice effetto placebo, il quale è maggiore nel caso dell’agopuntura tradizionale rispetto alla “sham acupuncture”. Questa (minima) efficacia è forse imputabile alla stimolazione della pelle. In pratica, una specie di massaggio.

Bisogna rimarcare che si parla di effetti modesti e soprattutto non certi (livello di evidenza moderata, secondo i ricercatori) perché i fattori confondenti sono tanti. Se valutassimo l’agopuntura applicando gli stessi standard utilizzati per i farmaci da parte del servizio sanitario nazionale, difficilmente se ne potrebbe giustificare il rimborso.

Bisogna prestare molta attenzione quando si presentano come evidenze semplici correlazioni statistiche su ipotesi fantasiose, le quali da sole non sono sufficienti a dimostrare nulla. Tramite l’analisi di sottogruppi restringendo in modo arbitrario un campione, potremmo arrivare a “provare” addirittura che un medicinale (magari omeopatico) possa essere tre volte più efficace per i nati sotto il segno della bilancia rispetto a quelli dello scorpione o peggio che ci sia un’inesistente correlazione tra vaccini e autismo, considerando solo i bimbi maschi, neri e vaccinati nei primi 36 mesi di vita. Questa è la tesi farlocca sostenuta da uno pseudodocumentario che qualcuno voleva proiettare addirittura in Senato.

Insomma, le strategie per dimostrare l’efficacia delle cosiddette “medicine alternative” o peggio sconsigliare i vaccini sono simili a quelle impiegate (in modo molto più raffinato) dalle case farmaceutiche per vendere medicinali poco o per nulla utili. È da rimarcare che un approccio di questo tipo non prevede alcuna falsificazione dei dati, ma semplicemente un’interpretazione ingannevole. Si presenta un qualsiasi articolo scientifico, possibilmente con tanti numeri, lanciando affermazioni del tipo “legga qui, ecco le prove”. Ovviamente, gli interlocutori generalmente spariscono quando si chiede di spiegare in modo semplice dove sarebbero queste (presunte) prove.

Se l’agopuntura può essere di sollievo per qualcuno, questa può essere considerata un’opzione terapeutica. Ovviamente, solo se praticata da un medico che rispetti standard adeguati e nel caso di una condizione seria ricorra alla medicina efficace. Se qualcuno ha solo la necessità di sentirsi ascoltato e coccolato, meglio un consulto da un agopuntore rispetto a un omeopata che poi prescrive acqua e zucchero a prezzi esorbitanti. Rimane la domanda di quanto sia opportuno pagare qualcuno per farsi ingannare.

Finché non si chiedono soldi pubblici, la libertà di curarsi e quella di scrivere su un blog sono ugualmente da rispettare.

 

 

 

Replica

Dott. Francesco Longo, Tra i relatori c’era chi utilizzava l’agopuntura addirittura per gli animali

Io sono uno di quei relatori che addirittura applica l’Agopuntura e la Medicina Tradizionale Cinese sugli animali.

Il debunking più complesso è quello di smascherare i divulgatori scientifici che come il Prof. Bella esprimono riflessioni prive di alcun fondamento scientifico volte a gettare discredito su una medicina validissima.

Ma è l’avverbio, addirittura, che smaschera la disonestà scientifica e la disinformazione (it debunks!).

Addirittura le fonti storiche citano il Veterinario cinese Zao Fu che già nel 974 a.C. trattava le patologie dei cavalli con l’Agopuntura, sì addirittura l’Agopuntura Veterinaria esiste da così tanto tempo, Medicina nata in parallelo a quella dell’uomo e sviluppatasi con precise indicazioni sugli animali: se non fosse stata efficacia, in una gran parte del mondo, quasi in tutta l’area orientale (non parliamo solo di Cina, ma di India, Sud Est asiatico, Giappone, aree geografiche in cui l’Agopuntura Veterinaria era praticata) si sarebbe verificato  addirittura l’estinzione delle specie animali (ed umana).

Addirittura la mole degli studi scientifici, delle evidenze cliniche raccolte dal secondo dopoguerra ad oggi, hanno fatto dell’Agopuntura un pilastro imprescindibile della Medicina Veterinaria in Italia, in Europa, nel mondo, ma il Prof. Bella ne parla come se fosse una novità.

Addirittura ci sono Medici Veterinari “agopuntori seri” e lo sono diventati attraverso un corso di formazione specialistica post laurea i cui parametri sono addirittura fissati dalla Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI): Linee Guida inerenti l'applicazione dell'art. 48 del Codice Deontologico - Medicine Non Convenzionali” - Gennaio 2009, che prevedono:

1) Laurea in Medicina Veterinaria e iscrizione all’Ordine

2) Esercizio della professione da almeno 3 anni

3) Formazione: certificazione attestante la partecipazione e la frequenza ad un corso di formazione teorico-pratico presso una scuola almeno triennale il cui monte ore complessivo non deve essere inferiore a 450, e con non meno di 100 ore di pratica clinica, con superamento di un esame finale; inoltre la scuola deve garantire i specifici requisiti.

E tutto questo a massima tutela del paziente in quanto addirittura il Trattato di Lisbona (13 Dicembre 2007) riconosce giuridicamente gli animali come esseri senzienti e raccomanda che gli Stati nazionali debbano tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere.

Addirittura ci sono gatti, cani, cavalli che non solo traggono beneficio dalle sedute di Agopuntura, ma vi si sottopongono molto volentieri!!

L’Agopuntura trova naturale collocazione nella zootecnia biologica e addirittura la sua pratica è regolamentata nelle direttive europee (Regolamento CE 834/2007, Documento391R2092, Documento 399R1804, Regolamento CE 2092/91, Regolamento CE 1804/99): la sua applicazione non determina la presenza di residui nelle produzioni alimentari che, pertanto, non risultano dannosi per la salute dei consumatori, soprattutto esse contrastano in maniera molto efficace il rischio dell’antibiotico-resistenza, problema emergente e grave.

Il team brasiliano coordinato dal Prof. Luna del Dipartimento di Chirurgia Veterinaria ed Anestesiologia della Facoltà di Botucatu ha praticato l’analgesia agopunturale in corso di ovarioisterectomia della cagna e gli interventi considerati nella ricerca erano stati addirittura richiesti dai proprietari degli stessi animali, perché l’ovarioisterectomia (comunemente definita “sterilizzazione”) è una normale pratica chirurgica applicata agli animali domestici per evitare  gravidanze indesiderate e soprattutto per prevenire condizioni patologiche quali endometrite purulenta (piometra) dell’utero e tumori, quindi per proteggere la salute ed il benessere di animali innocenti, non per torturarli.

L’accusa di vivisezione sarebbe addirittura risibile se non fosse schifosamente denigratoria.

Il team ha operato secondo le migliori prassi cliniche effettuando il monitoraggio completo di tutti i parametri fisiologici e vitali dei soggetti sottoposti a chirurgia.  L’intervento con “anestetici veri” non è avvenuto per bontà loro, come affermato dal prof. Bella, ma addirittura impiegando specifiche “scale del dolore” accettate dalla comunità scientifica internazionale, peraltro comunemente adottate in Medicina Veterinaria, per evitare ogni minima o inutile sofferenza agli animali.

Dopo circa 20 anni di pratica clinica in Agopuntura Veterinaria, dalla lettura dell’articolo del Prof. Bella ho addirittura imparato il reale meccanismo d’azione della stessa: tutto è dovuto al semplice effetto placebo!! Solo una cosa mi sfugge: ma quale effetto placebo l’applicazione degli aghi induce in un cane o in un cavallo? Cioè il Prof. Bella forse sostiene che i nostri animali possono discriminare se sulla loro cute viene applicato un ago da iniezione o un ago cinese?!

Probabilmente il Prof. Bella da valido chimico non conosce nulla della fisica (forse per l’antica rivalità tra chimici e fisici), eppure studi condotti addirittura con i superconduttori quantici (S.Q.U.I.D.), le più moderne ricerche coordinate dalla Dr.ssa Brizhik sulla dinamica elettromagnetica non lineare, apportano nuove conoscenze sul ruolo dei meridiani che non sono linee immaginarie, ma onde elettromagnetiche definite “solitoni”.

Addirittura altri studi biofisici evidenziano il ruolo dell’acqua nel creare domini di coerenza in grado di trasferire il segnale elettromagnetico indotto dall’ago al tessuto (Del Giudice, 2010) ed altri studi ancora evidenziano come sia addirittura fondamentale il ruolo delle fasce e dei connettivi nel trasferire l’informazione in partenza dall’ago (Langevin, 2006).

Nel leggere anche la seconda parte dell’articolo del Prof. Bella addirittura mi pare di vedere un malevolo tentativo della più infima disinformazione per screditare L’Agopuntura e la sua parallela Agopuntura Veterinaria il cui fine mi sfugge, certo non apporta alcuna costruttiva e valida divulgazione al tema delle Medicine Non Convenzionali.

Addirittura!

Francesco Longo

Medico Veterinario

Vicepresidente Società Italiana Agopuntura Veterinaria SIAV/ItVAS  

 

 

 

NEWS 2 (10/12/2016)

ImageCome era prevedibile, all’intervento del dott. Bella, un po’ troppo a gamba tesa, non potevano non seguire le repliche dei diretti interessati. Dopo la replica del dott. Longo pubblichiamo quella del dott Carlo Maria Giovanardi, Presidente dell’Associazione Medici Agopuntori Bolognesi (A.M.A.B.) e di seguito la risposta del dott. Bella.

 

Dott. Carlo Maria Giovanardi

 

Caro Bella,
“io non sono un medico .. mi guardo bene dal dare consigli”.
Con queste premesse hai iniziato il tuo articolo: superficiale, volutamente denigratorio ma soprattutto disinformato.
Ora essendo tu un chimico e non un medico mi chiedo quali siano le tue competenze sulla materia agopuntura. Ognuno è libero di esprimere opinioni personali, ma falsificare o tacere dati scientifici è indice di disonestà intellettuale, per chi si definisce divulgatore scientifico.
Come medico che pratica l’agopuntura da quasi 40 anni mi sono sentito offeso da questa tua frase “gli agopuntori “seri” la applicano solo per disturbi lievi (quelli che passerebbero da soli”: in pratica ho preso in giro i miei pazienti per tanti anni. Dillo ai pazienti con emicrania cronica e non episodica (ma sai la differenza?) che il loro è un disturbo lieve che passa da solo o quelli che sono in iperabuso di farmaci (sai di cosa stiamo parlando?) che trovano grande sollievo dall’agopuntura! Bene, vai a leggerti le ultime revisioni della Cochrane (sai cosa sono le revisioni sistematiche?) sull’efficacia dell’agopuntura in queste patologie. Sai che in queste patologie l’agopuntura è efficace quanto i farmaci se non di più ma con effetti collaterali irrisori rispetto ai farmaci? Conosci gli studi pubblicati sulla relazione tra agopuntura e modulazione del sistema degli oppioidi endogeni? Conosci gli effetti dell’agopuntura sul sistema immunitario? Solo per citarne alcuni. Perché in quasi tutte le scuole di medicina degli Stati Uniti è stata introdotta l’Agopuntura nei corsi di studio? Tutti allocchi? Perché nei principali ospedali oncologici degli Stati Uniti vene utilizzata l’Agopuntura per ridurre i disturbi da chemioterapia? Anche qui tutti ciarlatani?
L’articolo mi è sembrato sinceramente più un intervento di Napalm51, l’indovinato personaggio di Crozza che quello di un professore universitario di chimica. Caro Marco, sono un medico e non un chimico, non ti parlerò della sintesi di molecole bioattive chirali, non ne avrei la competenza!

 

Carlo Maria Giovanardi

 

ImageLa risposta del dott. Carlo Maria Giovanardi è stata postata dal dott. Bella sul suo blog pur scrivendo, come sotto riportato, di non condividere le argomentazioni.

 

Dott. Marco Bella

 

Caro Carlo Maria,
In molti hanno postato l’osservazione “sei un chimico, non puoi esprimere opinioni sull’agopuntura”.
Se chiediamo a un medico in qualsiasi parte del mondo quanti e dove siano i reni, i polmoni, i nervi cranici, i denti, le costole le risposte saranno numeri e sempre le stesse. Perché se chiedo quanti e dove sono i “meridiani” ciascuno mi risponde invece in modo diverso? Perché i “meridiani” e i “flussi di energia” sono strutture di cui non è dimostrata l’esistenza. Chi dovrebbe essere “titolato” per parlare di questo? Un “esperto di energia”? Un “tracciatore di meridiani”? O più semplicemente chi si occupa di divulgazione scientifica e ti spiega in modo semplice che quello che non puoi vedere, misurare o avere una qualsiasi prova di esistenza non riguarda la scienza.
Se è ignoto quali siano davvero i meridiani, su che basi proporre un intervento medico? Sarebbe come somministrare un qualsiasi farmaco a un paziente basandosi sull’ “onda vibrazionale quantistica individuale”, ovvero dare un farmaco a casaccio. I “meridiani” sono un concetto relativamente recente. Gli agopuntori negli USA nell’ottocento mettevano gli aghi proprio dove c’era il dolore. Nulla di sorprendente: se tocco una parte che ha dolore posso ottenere un temporaneo sollievo. Nel prossimo post parleremo di perché le pubblicazioni scientifiche sull’agopuntura ne dimostrino una minima efficacia e la sostanziale inutilità.

 

Dott. Marco Bella

 

ImageRiteniamo importante a questo punto del “dibattito” riportare dal Notiziario Weleda Estate 2016 il pensiero del dott. Paolo Roberti di Sarsina, fondatore dell’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona

Notiziario Weleda Estate 2016:

Periodicamente vanno in scena vecchi e nuovi guru che vorrebbero imporre agli sprovveduti cittadini la Verità, elargendo roboanti “consigli” assoluti e perentori su come ci si debba curare. Ma non finisce qui, i loro strali si scagliano ora anche in campo agricolo, dove bollano come stregoneria tutto ciò che non sia previsto dai protocolli accademici. Tutto questo è accompagnato da insopportabili toni di derisione condita di rabbia: il passo successivo è un delirio positivista nel triste ricordo delle sciagure della prima metà del novecento. Fortunatamente la coscienza collettiva è sempre più refrattaria alle imposizioni e preferisce ragionare, “sentire” e decidere in autonomia. Questo esercizio di libertà rende così vano ogni attacco che sistematicamente viene portato ad ogni forma di conoscenza e che non si esaurisce nel mero apporto tecnico. Sia chiaro, chi erge muri non siamo certo noi, portatori di nuove sensibilità che arricchiscono e meglio indirizzano le grandi conquiste medico-scientifiche. A questo proposito ospitiamo un breve saggio di Paolo Roberti di Sarsina, Presidente dell’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS Ente Morale di Bologna.

LIBERO PENSIERO VS DOGMI

Medicina basata sulle prove di efficacia (che in Italia alcuni chiamano “evidenze”), cioè la evidence-based Medicine (EBM). Il Pensiero Tradizionale che fine ha fatto? Certo con la chiusura della scuola di Atene nel 529 l’Occidente ha irrevocabilmente precluso a sé stesso, tra le altre cose, anche la visione sacerdotale, spirituale, unitaria, affatto olistica della Medicina. Eccoci allo “olos”. La stessa Idea Greca di buona salute era basata in realtà su concetti che oggi definiamo con i termini di salutogenesi, resilienza, proazione, senso di coerenza, congruità, sostenibilità interno-esterno, consapevolezza, responsabilità, rispetto di sé, valore individuale, partecipatorietà, cioè Medicina Centrata sulla Persona! Elementi (Terra, Fuoco, Aria, Acqua) è più il risultato di una riflessione che della sola investigazione razionale. Infatti il Concetto Greco di Buona Salute fa riferimento a un equilibrio ideale per cui il Giuramento di Ippocrate che per prima clausola riguarda il non danneggiare, deriva dal concetto centrale che il corpo ha un’innata tendenza a ristabilirsi e autocurarsi in virtù di forze innate che mantengono i 4 Umori bilanciati. La Medicina Greca, pertanto, prevede “ontologicamente” che si debba avere cura di sé e rafforzare queste potenzialità innate seguendo una dieta corretta e appropriata, praticare regolare esercizio fisico, e avere adeguato riposo. Per superare il manifestarsi della Malattia viene considerato di variare la dieta, l’esercizio fisico e il tipo di riposo. Poi si possono introdurre medicamenti prodotti da sostanza naturali, primariamente piante e un limitato numero di minerali e sostanze animali. A ciò si possono ulteriormente prescrivere lassativi, bagni di vapore, diuretici e salassi. Perché tale Saggezza venisse custodita e sviluppata, Esculapio delegò sua sorella Hygeia (da cui deriva il nostro sostantivo “Igiene”) il compito di studiare i rimedi e redigere ricette e formulare prescrizioni e prescrivere gli stili di vita necessari. Il lignaggio della Medicina Occidentale caratterizzato dai concetti di salute, malattia e trattamenti formulati dalla Medicina Ippocratica fu consolidato da Galeno. Dioscoride codificò la Materia Medica che fu resa popolare da Plinio e da Celso. Basti pensare che quest’anno ricorre il 1500° anniversario dell’opera principedella farmacopea occidentale antica, quel Codex Julianae Aniciae, così nominato perché fu fatto per essere donato alla colta principessa cristiana Giuliana Anicia, figlia di Anicia Olibrio, imperatore romano d’occidente, che raccoglie la summa delle conoscenze mediche e naturalistiche della cultura classica. Conservato nella Osterreichische Nationalbibliothek di Vienna, fu realizzato nel 512, probabilmente a Costantinopoli, su pergamena pregiata e scritto in una particolare forma della onciale chiamata dai paleografi “Maiuscola biblica”. Purtroppo l’entità originaria del manoscritto ha subito delle menomazioni: originariamente contava 546 fogli, oggi di questi ne abbiamo 485. All’incirca dalla Seconda Guerra Mondiale in poi si sviluppa grandemente l’industria farmaceutica ma lo straordinario successo di potere curare malattie acute porta al paradosso dello spostamento dell’attenzione per il meccanismo d’azione della 4 Notiziario Weleda Estate 2016 malattia a discapito delle persone che effettivamente soffrono di quella malattia. Con la conseguenza che inseguendo la pratica della medicina scientifica basata sui processi chimici e fisici, le forze e i principi vitali della Medicina Greca sono stati eliminati, col risultato della depersonalizzazione e reificazione del “paziente”, per cui le acquisizioni sulla relazione medico-paziente vengono soffocate dalla pratica di una medicina disease centred. L’evolversi della terminologia medica ha di conseguenza portato all’acquisizione di termini come quelli sopraelencati per sottolineare il fatto che i pazienti avevano iniziato “a volgersi indietro e dentro sé stessi” in un doloroso processo di riappropriazione della loro dignità, integrità e unicità di “Individuo”, di “Persona”, adottando non solo medicamenti loro preclusi dalla medicina ora dominante, bensì ritornando alla necessità di un’azione “igienica” sulla loro vita. I termini sopra elencati nella storia della terminologia medica contemporanea non sono solo un mero tentativo tassonomico e giustificativo da parte dei difensori di questi epistemi e dei pazienti che fanno uso di terapie mediche e non mediche delle varie Medicine Tradizionali e Non Convenzionali. Infatti il punto non sta nello sminuire o devalorizzare ciò che non è sminuibile, vale a dire gli indubitabili e innumerevoli meriti della Biomedicina. Il problema drammatico è che la Biomedicina ha fallito nell’esaudire i bisogni percepiti di salute della società. L’altro fallimento della Biomedicina consiste nell’avere rinnegato le proprie origini e nel non essere stata capace nella sua arroganza e presunzione autoreferenziale e difensiva del proprio potere, scientista, positivista di affrontare il problema della salute globale rifiutando il contributo del Pensiero e quindi delle Medicine Tradizionali perché non scientifico e non comprendendone più la Visione dell’Essere Umano, di ogni Essere Senziente, che esse recano in dote, salvo depredare e devastare senza rispetto neocoloniale da parte dell’industria farmaceutica e del capitalismo selvaggio le risorse naturali di quelle Culture che hanno sviluppato le Medicine Tradizionali. Non vi è altro inizio e fine che in Occidente, con la sola globalizzazione dei drammi sociali a causa dei disastri universali che la finanza causa all’economia reale e quindi mettendo anche fisicamente a repentaglio la sopravvivenza della maggior parte di coloro che abitano il pianeta? No di certo, non è iniziato tutto in Occidente. Perché dobbiamo parlare di Globalizzazione della Salute. Il concetto e l’idea della necessità della Globalizzazione della Salute non appartiene di certo all’Occidente.

 

Paolo Roberti di Sarsina 

 

ImageDa Terra Nuova si riportano le conclusioni del Simposio

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